La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha ufficialmente ritirato il proprio sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per le elezioni alla presidenza FIFA del marzo 2027. Aggiungendosi in questo modo al gruppo delle federazioni europee che hanno scelto di sfiduciare l’attuale numero uno del calcio mondiale. Una decisione politica netta, maturata nelle ultime settimane e resa pubblica attraverso una nota che segna un passaggio cruciale nei rapporti tra FIGC, UEFA e FIFA.
Scelta importante per la FIGC
Dopo le sei federazioni del Nord Europa, Svezia, Norvegia, Finlandia, Danimarca, Islanda e Isole Faroe, anche la FIGC ha deciso di non appoggiare la candidatura di Infantino, contribuendo ad allargare il fronte contrario alla sua rielezione. La posizione italiana arriva in un momento di tensione istituzionale, alimentata dalle recenti iniziative del presidente FIFA in materia di governance e gestione delle competizioni internazionali.
Nel comunicato ufficiale, il presidente federale Giovanni Malagò ha ribadito la volontà della FIGC di proseguire il proprio lavoro “al fianco della UEFA e delle altre federazioni europee per promuovere un’idea di calcio fondata su merito, solidarietà, sostenibilità e centralità dei tifosi”.
Una presa di posizione che riflette la piena condivisione della linea tracciata da Aleksander Čeferin e che sottolinea la necessità di un modello di governance più trasparente, partecipato e coerente con i principi fondanti del calcio europeo.
Un segnale forte verso le elezioni 2027
Il ritiro del sostegno italiano rappresenta un segnale significativo in vista del Congresso FIFA del 18 marzo 2027, dove Infantino, ad oggi unico candidato, punta alla conferma. La scelta della FIGC contribuisce ad indebolire ulteriormente la sua posizione, già messa in discussione da un crescente numero di federazioni che contestano le recenti proposte sulla gestione dei ricavi dei Mondiali ed il coinvolgimento di investitori privati.
La FIGC ha sottolineato come il proprio modello di riferimento debba basarsi su dialogo, ascolto e corresponsabilità, elementi che, secondo la federazione, hanno permesso al calcio di crescere e innovare senza tradire i valori che lo sostengono. La decisione italiana è la dichiarazione di associarsi un calcio che vuole essere sostenibile, meritocratico e vicino ai tifosi, e che non accetta scelte percepite come opache o divisive.

Il fronte europeo continua a compattarsi, e con il sostegno che si assottiglia e le critiche che aumentano, la corsa di Infantino verso il 2027 si presenta più complessa del previsto.