L’episodio del rosso a Kalulu in Inter–Juventus è sfociato in una irrecuperabile tempesta mediatica ed è destinato a rimanere negli annali. Ma quanto effettivamente è La Penna il responsabile?
Quello che è successo nel derby d’Italia tra Inter-Juventus è ormai al centro delle discussioni in ogni salotto sportivo e non solo, anche a giorni di distanza dall’accaduto.
L’episodio ha generato una tempesta mediatica che è andata ben oltre i confini del campo: i due principali soggetti presi di mira sono stati il centrale nerazzurro Alessandro Bastoni e il direttore di gioco La Penna, i quali hanno ricevuto pesanti insulti e minacce sui rispettivi canali social e non solo.
Ovviamente tutto ciò è la cosa più lontana dai valori dello sport che possa esistere, ed un episodio di campo non giustifica neanche lontanamente questo odio che si è generato nei confronti dei diretti interessati.
Inter-Juventus, ma è tutta colpa di La Penna?

Cercando di analizzare nel dettaglio l’episodio, possiamo vedere come l’arbitro La Penna sia sicuramente colpevole di una svista, ma che è stata fatta passare come l’errore del secolo a causa di un protocollo strutturato male.
In diretta lo scontro tra Bastoni e Kalulu ha una dinamica piuttosto naturale, dalla quale è difficile dedurne una simulazione. Sia da casa, che dallo stadio, ma soprattutto anche dall’inquadratura fornita dalla REF-CAM, non si intuisce a primo impatto l’accentuazione della caduta da parte del centrale dell’Inter, che seppur in modo lieve, ma viene toccato dal difensore bianconero.
Di conseguenza l’arbitro è indotto ad estrarre un secondo giallo, che solo grazie al replay si è capito che fosse del tutto fuori luogo. Il problema principale dunque, è il fatto che nonostante ci sia il VAR, non si possa utilizzare in queste situazioni a causa di un protocollo mal calcolato.
Dunque l’arbitro La Penna commette sicuramente un errore nell’estrarre il secondo giallo a Kalulu, ma è un tipo di sbaglio causato da una dinamica di gioco non particolarmente semplice da valutare.
Pertanto questo accanimento nei confronti dell’arbitro è ancora meno tollerabile, essendo un abbaglio in parte comprensibile, fatto passare come l’errore del secolo, poiché non è stato corretto dalla tecnologia, non per volere dell’arbitro bensì per una costruzione poco efficace del regolamento.