Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Marassi contro il Genoa.
La Roma deve dimenticare i due punti buttati contro la Juventus e vuole tornare a vincere in trasferta dopo quasi due mesi (ultimo successo il 18 gennaio con il Torino). Di fronte c’è un Genoa che ha bisogno di fare risultato per allontanarsi dalla zona retrocessione, distante appena 3 lunghezze. Si gioca a Marassi domenica 8 marzo alle 18.
Genoa-Roma: Gasperini presenta la sfida
Alla vigilia della partita, Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le parole dell’allenatore giallorosso.

Gli infortunati
“È evidente che, se contiamo sempre Dovbyk e Ferguson, siamo davvero in una situazione difficile. Dovbyk è fermo da tanti mesi, e infatti è stato fatto l’intervento; se va tutto bene, potrebbe rientrare a fine aprile, inizio maggio. Quindi non possiamo continuare a considerarlo tra gli assenti. Lo stesso vale per Ferguson, ormai è chiaro che finirà la stagione qui e sarà operato alla caviglia, quindi non avrà più tempo per recuperare nemmeno nel finale di stagione. Questi due sono ormai da depennare dalla lista degli assenti. Per quanto riguarda gli altri, siamo in una situazione più gestibile. Malen c’è, Vaz c’è, Venturino, El Shaarawy lo abbiamo recuperato insieme a Pellegrini, c’è Saragoza. Abbiamo i numeri per continuare a giocare, anche come abbiamo fatto fino ad ora. Anche se è vero che Soulé è fermo da qualche settimana, gli altri ci sono stati molto poco“.
Da Dybala a Ferguson: c’è qualche problema nello staff medico?
“No, sarebbe presuntuoso da parte nostra parlare di medicina, è un argomento sul quale possiamo competere con dei medici che comunque sono dei professionisti da tempo. È vero che quest’anno si sono dovuti confrontare con dei casi molto limiti, no? Cioè cominciare da Ferguson che è arrivato dopo un anno in cui ha avuto un intervento, delle grosse difficoltà iniziali a recuperare con poche partite che aveva giocato l’anno scorso, ha avuto un ottimo periodo mi pare intorno a dicembre, e poi dopo c’è stata questa ricaduta, ma era già un caso molto difficile. Poi c’è stato il caso di Angelino, c’è stata quella di Bailey, c’è stata quella di Dovbyk, adesso di Dybala, indubbiamente sono dei casi non frequenti nel calcio, perché poi non sono neanche muscolari, son tutti un po’ particolari, ognuno diverso dall’altro. Sicuramente per la squadra dover rinunciare per tanto tempo a questi giocatori sicuramente è pesante. Comunque, nonostante questo, siamo arrivati fino a qui, continuiamo a andare avanti con tutti i migliori propositi“.
La cena con Totti
“Io non sono nella condizione di proporre di queste situazioni, io è 8-9 mesi che sono a Roma, non mi ero mai incontrato con Totti, non è un argomento che ho tirato fuori io. È venuto fuori un mese fa, non da parte mia, e anche quella… No, ma anche sul ruolo, è stata una cosa che da oltre un mese io vengo qui a fare le conferenze e voi mi chiedete di Totti. Dopodiché c’era questo discorso della cena, ho detto: “ma facciamo la sta cena” e penso che, senza voler mettere in difficoltà nessuno, mi sembra proprio una cena normalissima dove abbiamo parlato di calcio, basta, perché di questo dobbiamo parlare. Devo dire, a me piace anche molto come parla di calcio, uno molto diretto, che ha, come tutti i grandi campioni, delle misure e delle angolazioni molto dirette e anche molto alte quando si parla di giocatori, di squadra, così. Sicuramente piacevole per me che sono sempre molto incuriosito da chi ha delle capacità particolari“.
La gestione di Malen e l’inserimento di Vaz
“Non si possono fare previsioni sulle partite. Adesso entriamo in una fase di partite tutte importanti, dove si gioca con un modo ravvicinato, è importante il campionato e sarà decisiva l’Europa League. In una settimana ci giochiamo l’opportunità almeno di andare avanti in Europa League, che è una competizione importantissima, e diventa fondamentale passare questi due prossimi turni. Lì giochiamo in mezzo a un campionato che sta diventando decisivo, di partita in partita. Quindi i calcoli fatti prima non servono a niente, perché poi quando giochi la partita, ti trovi durante la gara… Veramente bisogna guardare tutto quello che c’è di volta in volta e vedere come uno recupera da una partita a due partite, da tre partite, se puoi fare degli spezzoni. Ci sono i giocatori che recuperano e stanno molto bene e dei giocatori che t’aspetti magari che possano giocare di più e poi magari hanno necessità di fare degli spezzoni. Bisogna utilizzare tutta quanta la rosa, Vaz in questo momento è l’alternativa di Malen, abbiamo già parlato abbastanza di questo ragazzo, io penso che giocando così ravvicinati, ci sarà bisogno di lui, di Arena, di tutti quanti. Però come, quando, dove, lo vediamo giocando“.
Su Angelino
“Non lo so, anche questa è una situazione difficile da prevedere. Sicuramente sta meglio, si sta allenando, sta acquisendo sempre più capacità, però poi la capacità di prestazione non lo so, negli ultimi tempi è sicuramente migliorato, ma ha avuto un periodo che era fuori completamente, fermo completamente, quindi lo vediamo. Sulle altre cose siamo lì a giocare con tutti, infortuni importanti li hanno avuti un po’ tutte, un po’ tante squadre. È imprevedibile questo. Il tipo di infortuni che abbiamo avuto noi poi sono stati particolari, nel senso che io ho avuto 14-15 giocatori, forse anche 16, degli highlander che hanno avuto pochissimo e soprattutto, rispetto ad altri anni, anche di natura muscolare, che sono quelli più frequenti nel calcio, sono stati veramente pochi e sempre molto brevi. Purtroppo ci sono stati alcuni, Bailey da fuori cinque mesi che è doppio da fuori, che si sommano, cioè abbiamo avuto diversi giocatori che sono stati fuori tanti mesi. E questa non è… di solito magari stanno il numero lo stesso, però distribuito in pochi giocatori. Però, io continuo a guardare avanti, continuo a guardare alla partita contro il Genoa. Ci sarà il Genoa, ci sarà il Bologna, ci sarà il Como, ci sarà il Bologna, e arriviamo alla sosta col Lecce. Sono già due settimane belle, non decisive, io continuo a ripetervi che la decisione adesso è di stare dentro, poi ad aprile e di continuare a stare dentro poi a maggio. E le cose decisive saranno a maggio, sperando di poter giocare per l’Europa e di stare dentro, l’obiettivo adesso è stare dentro“.
Non abbattersi dopo Roma-Juve
“Dipende sempre come si vuole guardare le cose. Noi all’andata avevamo perso sia col Napoli che con la Juve, adesso abbiamo fatto due punti, potevano essere probabilmente di più, quello sì, siamo usciti molto dispiaciuti, perché quando ci ritroviamo a prendere gol a un minuto, due minuti dalla fine pesa molto di più rispetto a quello del Napoli a 10 minuti dalla fine. Ma soprattutto in virtù della partita e com’è andata la gara. Poi puoi continuare a parlare di questo oppure puoi cominciare a parlare di come sei andato 3-1, di come hai giocato a Napoli, di che prestazione hai fatto, di che cosa ti ha portato a fare quelle prestazioni, di come hanno giocato certi giocatori, e allora, dipende sempre cosa vuoi vedere“.
Sul Genoa
“Conosco bene quello stadio… Una squadra che in casa va forte, trascinata e spinta dal pubblico. Non abbiamo da fare altri pensieri. Dobbiamo organizzare, pensare alla prestazione. Loro hanno 27 punti, noi ne abbiamo 51. Probabilmente vuol dire che abbiamo fatto bene, però ci sono anche delle condizioni particolari dove se arrivi con tutti questi mal di testa, con tutti questi problemi psicologici, corri il rischio che diventino ancora più alti. Dobbiamo andare a giocare una gara dove dobbiamo arrivare forti. Gara difficile, come tutte quelle del nostro campionato. Guardare i loro undici, guardare i nostri, vedere cosa possiamo fare di buono e come. Ma è sempre una partita che vale tre punti“.
Hermoso recupera?
“Domani no, vediamo prossima settimana“.
Il calo di tensione contro la Juve
“Io ho rivisto la partita e non abbiamo sofferto, anche gli ultimi minuti finali dopo che abbiamo preso il 3-2, non c’è stato tutto quello. Abbiamo avuto azione anche noi, poi c’è stato un calcio d’angolo a favore e poi c’è stata una punizione tirata a due minuti dalla fine dentro l’area che è nata quella cosa lì, come ne ho viste tante in questo campionato. Se poi su quello si vuole giudicare tutta quanta la partita, è normale. Basta, stop. Non riesco a ragionare in quell’ottica. Faccio veramente fatica. C’è un avversario, abbiamo fatto una prestazione, ma rimanere su quello faccio veramente fatica. Non ne voglio neanche parlare più… o condizionare il giudizio di una partita in seguito a quell’episodio, se si faceva questo, se si faceva quell’altro. Va bene, fa parte della cosa, ma non mi coinvolgo in questo“.
Un giudizio su De Rossi e come rimediare alla squalifica di Wesley
“Daniele sta dando tanto a una squadra che gioca a calcio, che convince il proprio pubblico, quindi questo è un segnale positivo. Quando la gente va allo stadio e insomma ha fiducia nella propria squadra, è soddisfatta di come gioca la propria squadra, già è un grande segnale. Poi stanno giocando per obiettivi diversi dai nostri, però stanno costruendo, stanno costruendo il loro traguardo, che anche per loro è tutto quanto da giocare, è tutto quanto aperto, c’è difficoltà per tutti in qualunque zona della classifica, però sicuramente sta facendo un lavoro molto buono. Wesley è squalificato, capita con la somma delle ammonizioni, abbiamo un paio di soluzioni, vediamo“.
Su Rensch, che viene da un’ottima prestazione
“Lui ha fatto molto bene, ha fatto molto bene perché arrivava comunque anche da un periodo di poco impiego, anche da un periodo di infortunio, ha avuto un colpo al ginocchio che l’ha tenuto con un grosso ematoma che l’ha tenuto fuori per diverse settimane e gli ha impedito di allenarsi bene. Nel finale ha pagato un po’ di crampi, ma è normale quando non giochi da tempo. Ma lui aveva già fatto altre prestazioni buone. L’alternativa a Wesley a sinistra può essere Tsimikas, può giocare lui, può giocare Celik, può giocare Ghilardi. Sono queste in giro. In base a questo Celik può giocare dietro, può giocare esterno. Quindi su quello ti muovi“.
Cristante e la prova deludente contro la Juve
“Cristante sta giocando tantissime partite, ogni tanto non puoi sempre sapere qual è il recupero. Questo è l’aspetto un po’ più difficile per tutti quanti, riuscire a intuire quando uno magari ha bisogno di un giorno in più di recupero oppure quando è in grado di recuperare anche una partita tra giovedì e domenica. Però Cristante è indispensabile, faccio sempre molta fatica a rinunciarci perché nel gioco aereo è fondamentale e non abbiamo altri nei ruoli offensivi o di centrocampo che hanno questa abilità nel gioco aereo, oltre chiaramente la duttilità di tutto il resto. Però anche lui non è che può giocare, ci sono delle volte che magari ha bisogno di recuperare un po’ di più, oltretutto in quella zona del campo noi abbiamo sicuramente la zona dove abbiamo sicuramente più alternative importanti e validi“.