Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del derby contro il Milan.
L’Inter affronta i rivali cittadini del Milan nel 28° turno di Serie A. Sarà un derby che potrà riaprire la lotta Scudetto in caso di vittoria del Diavolo o chiuderla in caso di successo dei nerazzurri. Le due squadre sono separate da 10 punti, ma i rossoneri devono anche guardarsi le spalle, perché il Napoli dopo aver battuto il Torino si è portato a -1.
Milan-Inter: Chivu presenta il derby
Alla vigilia del derby, Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le parole dell’allenatore nerazzurro.

Il significato di questa partita
“E’ un derby, sappiamo tutti quello che rappresenta per due squadre forti nella stessa città, con ambizioni grandi. Dobbiamo mantenere quanto di buono fatto finora, cercando di essere competitivi e cercando una variante che ci permetta di esprimere al meglio la nostra crescita ultimamente. Noi non possiamo cambiare la nostra identità, quello che abbiamo cercato di sostenere dall’inizio. Dobbiamo essere bravi a capire i momenti, senza perdere quello che ci ha permesso di avere buoni risultati“.
Su Calhanoglu e Thuram
“I ragazzi stanno abbastanza bene, dopo Como si sono allenati bene. Thuram ha un po’ di febbre, non è riuscito a fare allenamento. Speriamo domani sia al 100% e si metta a disposizione. Calhanoglu sta bene, per domani è a disposizione. L’ora di Como gli è servita“.
Come affrontare questa sfida psicologicamente
“Da inizio anno ci siamo preparati mentalmente per tutte le partite, a prescindere dall’avversario. Non sottovalutiamo e non sopravvalutiamo nessuno. Conta la gestione delle gare, quello che vogliamo fare, senza perdere di misura la realtà della partita. L’identità e le ambizioni che ci siamo costruiti meritatamente quest’anno ci permettono di essere sereni, consapevoli che affrontiamo una squadra forte. Il Milan può metterci in difficoltà, ha perso solo due partite finora. Hanno bei giocatori, top dal punto di vista individuale. Dobbiamo essere la nostra miglior versione, sappiamo cosa vuol dire giocare un derby. Mi aspetto serenità, consistenza sulle cose buone fatte oggi. Senza pensare alle statistiche degli ultimi anni, a cosa è accaduto. Conta la crescita nel corso della stagione. Negli ultimi mesi abbiamo fatto cose importanti, abbiamo saputo reagire a qualche sconfitta e delusione come contro il Bodo. La squadra ha una convinzione che le permette di affrontare tutte le partite nella stessa maniera“.
Ci sarà un approccio diverso?
“Contano i momenti durante una partita. Devi capire come gestirli, fare del tuo meglio per capire cosa fare. All’andata nel primo tempo loro a volte ci hanno costretto ad abbassarci. Non è questione di approccio o di piano gara, bisogna anche capire quello che farà l’avversario. Dobbiamo anche evitare errori che possano permettere di esaltare le loro caratteristiche. Questo però senza essere passivi. Ormai abbiamo capito cosa fare in determinati momenti“.
Su Pio Esposito
“Pio ha la fortuna di avere di fianco compagni che lo aiutano, che cercano di trasmettergli serenità. La cultura del lavoro che ha lo aiuta, non è un caso che stia facendo una stagione impressionante. Gestire la pressione, quello che vuol dire essere attaccante dell’Inter, le voci all’esterno, sono cose che sa fare. Non ha la velocità di Marcus o di Bonny, ma è talmente bravo nelle sponde, nell’aiutare la squadra a salire e nel giocare in area, nonostante la giovane età. Siamo tutti molto contenti di quello che sta facendo“.
Com’è cambiata l’Inter rispetto all’andata?
“Dalle sconfitte bisogna sempre imparare e migliorare, ti permettono di analizzare più approfonditamente determinate cose. Non a caso in campionato dopo quella partita, da questo punto di vista, c’è stata una netta crescita. Manteniamo un atteggiamento positivo e di concentrazione durante i 100′ di una gara, non è un caso che sia arrivata una striscia di partite importanti e fatte bene“.
Il derby è stata la partita della svolta?
“Per me non è quella. Per me lo switch lo abbiamo fatto dopo il Napoli, quando abbiamo perso 3-1. La sconfitta nel derby è conseguenza di un episodio“.
Su Allegri
“Sono l’ultimo che può permettersi di parlare di Max. Ha vinto trofei, noi tutti possiamo solo imparare da lui come persona e allenatore. Ci siamo sentiti anche quando ero a Parma, ora un po’ meno. Mi fa piacere avere a che fare con gente che di calcio ne capisce, che sa stare in determinate situazioni. Ha tanto da trasmettere agli altri“.
Le condizioni di Bonny e il modulo con una punta
“Si può fare, lo abbiamo fatto a gara in corso anche altre volte. A Como avevamo un’esigenza particolare, dovuta anche per preparare meglio quello che il Como voleva fare con tanta densità in mezzo al campo. Non mi aspettavo tanti trequartisti in campo, ma un gioco simile sì. Dovevamo creare anche noi un po’ di densità in quella zona di campo. Si può fare anche in futuro, ma bisogna lavorare di più su quel modo di giocare. Bonny sta bene“.
Si sente la mancanza di un leader come Lautaro?
“Lautaro sta migliorando, tutti i giorni è presente con noi. Sta cercando di recuperare prima possibile, di dare una mano a noi come staff e alla squadra. E’ sempre lì presente con una parola, anche oggi era a pranzo con noi. Si vede la leadership del capitano, si vede quanto tiene a questa squadra. Noi abbiamo a disposizione 24-25 giocatori, hanno tutti l’obbligo di dare il meglio di quello che sono in uno specifico giorno. Sono convinto che lo faranno“.
Le condizioni di Dumfries
“Sta meglio, finora ha fatto minuti col Bodo e con il Como. Si vede che sono tre mesi che è fermo, che gli manca ritmo, ma sta lavorando bene ogni giorno. Sta cercando di recuperare prima possibile la condizione fisica e mentale nel ritrovare il ritmo partita, le dinamiche del gioco che sono diverse in un allenamento. Ha bisogno ancora di lavorare, ma sono contento di averlo a disposizione perché uno come Denzel serve“.
Su Bastoni
“Sono cose che lui e noi non possiamo controllare. E’ conseguenza di quello che è accaduto. Durerà un po’, credo di sì. Dispiace perché c’è bisogno che il calcio rimanga sempre un gioco. E’ una persona matura, forte e sa quanto i compagni contano su di lui e quanto abbiamo bisogno di lui. Il nostro rispetto e i nostri abbracci lo aiutano. Le sue prestazioni sono state di ottimo livello a Lecce e Como, nonostante i fischi. Nonostante le difficoltà emotive che un giocatore può vivere, anche senza tanta colpevolezza, gli fa onore che riesca a esprimersi ad alti livelli“.