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Inzaghi ridisegna il Palermo, nasce un progetto più coraggioso per i rosanero

Inzaghi ridisegna il Palermo, nasce un progetto più coraggioso per i rosanero

La nuova stagione del palermo riparte con Inzaghi e prende forma con un’idea chiara. Alzare il livello tecnico, aumentare il coraggio nelle scelte e moltiplicare le soluzioni offensive.

Dopo una stagione chiusa con 72 punti ma senza promozione, il club rosanero ha scelto la via della continuità, confermando sia il tecnico sia il direttore sportivo Carlo Osti. Ma continuità non significa immobilismo perché il Palermo 26‑27 sarà diverso, più ambizioso e più strutturato.

Inzaghi cambia modulo: dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1

La prima grande novità del progetto Inzaghi è tattica. Dopo aver riproposto a Palermo il 3‑4‑2‑1 che lo aveva portato alla promozione con il Pisa, il tecnico ha deciso di cambiare, quindi si passerà al 4‑2‑3‑1, un sistema che richiede più qualità tra le linee e che punta a rendere la squadra più offensiva e imprevedibile.

Il motivo è principalmente quello di alleggerire il peso offensivo su Joel Pohjanpalo, bomber da 24 gol in campionato più uno ai playoff, ma troppo spesso unico terminale realmente pericoloso. Gli altri 37 gol stagionali sono stati distribuiti tra 12 giocatori diversi, con Ranocchia miglior marcatore a quota 6. Numeri che raccontano una dipendenza eccessiva.

Il 4‑2‑3‑1 nasce proprio per questo. Servono trequartisti, esterni tecnici, giocatori capaci di creare, rifinire e segnare. Una batteria più ricca, più giovane e più dinamica.

Perché il cambio di modulo può cambiare il Palermo

Il nuovo modulo porta con sé vantaggi e rischi.

Le opportunità comprendono sicuramente più qualità negli ultimi 25 metri, con tre giocatori offensivi alle spalle di Pohjanpalo aumentano le linee di passaggio e la pericolosità. Questo porta anche a maggiore imprevedibilità, esterni che puntano l’uomo, mezzepunte libere di svariare, più soluzioni per rifinire. Il nuovo modulo porta anche ad una maggiore valorizzazione degli interpreti. Johnsen, Palumbo e gli esterni che eventualmente arriveranno dal mercato possono rendere molto di più in un sistema più aperto.

I rischi vedono una difesa più esposta, senza il perno centrale della difesa a tre, i due centrali dovranno sicuramente essere più aggressivi e puliti nelle letture. I terzini spingono di più, ma devono anche coprire meglio.

Inzaghi ha già sperimentato il 4‑2‑3‑1 in alcune fasi della scorsa stagione, soprattutto quando serviva rimontare. Ora vuole farne la base del progetto.

Il retroscena del ritorno di Dybala: un sogno impossibile, ma tentato

Inzaghi ridisegna il Palermo, nasce un progetto più coraggioso per i rosanero
PAULO DYBALA PUNTA IL DITO ( FOTO DI SALVATORE FORNELLI )

Tra le prime mosse di mercato c’è un retroscena che ha fatto rumore, il Palermo ha davvero provato a riportare Paulo Dybala in rosanero.

Carlo Osti, fresco di rinnovo, ha contattato Ricky Massara per parlare con la Joya. La proposta è stata formulata, consapevoli che fosse più un sogno che un obiettivo concreto. Dybala ha ringraziato, ribadito il suo affetto per Palermo, ma ha declinato preferendo rinnovare con la Roma a cifre molto più alte.

Un tentativo romantico, più simbolico che un’effettiva proposta, che però racconta bene l’ambizione del nuovo Palermo.

Continuità si, ma Inzaghi da una svolta

Il Palermo vuole rilanciarsi senza stravolgere tutto. Inzaghi resta il perno del progetto, forte dell’esperienza accumulata e di una stagione che ha mostrato limiti ma anche basi solide. Il suo calcio, solido e verticale, ha però pagato dazio contro squadre più propositive come Venezia e Frosinone. Da qui la necessità di evolversi.

Il City Group ha confermato la fiducia al tecnico e alla struttura dirigenziale, ma chiede un salto di qualità con più dominio del gioco e più soluzioni offensive.

Questo rinnovato Palermo dovrà intervenire soprattutto in tre zone. La trequarti, dove servono almeno due giocatori di qualità per completare la batteria dietro Pohjanpalo. Servono anche dei profili per gli esterni offensivi capaci di saltare l’uomo, rientrare e creare superiorità. I terzini fondamentali nel 4‑2‑3‑1, soprattutto a sinistra dove si cerca un’alternativa ad Augello.

Osti e Inzaghi lavorano per costruire una squadra più profonda, più tecnica e più adatta al nuovo sistema.

Palermo riparte da una certezza, Pippo Inzaghi, ma cambia pelle

Il 4‑2‑3‑1 è la chiave del nuovo progetto, un modulo pensato per liberare Pohjanpalo, aumentare la qualità offensiva e rendere la squadra più moderna e competitiva.

Ora la palla passa al mercato, per costruire una squadra da Serie A servono talento e profondità. Inzaghi ha tracciato la strada e Palermo è pronta a seguirlo.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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