Il Milan riparte nel caos, senza vertici, senza allenatore e persino senza una data per il ritiro. È questa la fotografia più nitida del momento rossonero, un’estate iniziata con più domande che risposte e con una programmazione che, a oggi, sembra sospesa nel vuoto.
Milan senza guida, dirigenti azzerati e rappresentanza simbolica
La rivoluzione voluta da Gerry Cardinale ha lasciato il Milan privo di ogni riferimento dirigenziale. In un solo giorno sono stati sollevati dall’incarico Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani, Geoffrey Moncada e Igli Tare, un terremoto senza precedenti nella storia recente del club.
La situazione è talmente straordinaria che alla presentazione dei calendari della Serie A, uno degli appuntamenti istituzionali più importanti dell’estate, il Milan è stato rappresentato non da un dirigente, ma dal team manager Alberto Marangon, figura operativa e rispettata ma lontana dai vertici societari.
La ricostruzione è appena iniziata e i piani alti di Milanello sono ancora un cantiere aperto.
Un calendario che non scioglie i dubbi

Ieri i rossoneri hanno scoperto l’avversario della prima giornata. Sarà il Torino, in trasferta. Una sfida subito complicata, ma che passa in secondo piano rispetto alle incognite che avvolgono la squadra.
La domanda che tutti si fanno è tanto semplice quanto importante, chi sarà il nuovo allenatore? La corsa al successore di Allegri è ancora avvolta nel dubbio, mentre la proprietà continua a lavorare alla nuova struttura tecnica. Senza un direttore sportivo e senza un responsabile dell’area tecnica, anche la scelta del tecnico procede a rilento. La conseguenza più immediata riguarda il ritiro estivo, di cui non esiste ancora una data ufficiale. Allegri aveva fissato il raduno al 12 luglio, ma il suo esonero ha rimesso tutto in discussione. Oggi né la squadra né lo staff sanno quando inizierà la preparazione, un’anomalia totale per un club di questo livello.
Il gruppo, di fatto, non esiste ancora e così risulta impossibile programmare carichi di lavoro, test fisici, amichevoli estive.
Un Milan sparso per il mondo
Il Mondiale 2026 coinvolge ben dieci rossoneri, distribuiti in otto nazionali diverse, da Maignan a Leão, da Pulisic a Estupiñan. Un orgoglio per il club, ma anche un ostacolo per chi dovrà impostare la nuova stagione. Tra chi non va al Mondiale, c’è chi è impegnato tra le amichevoli con le nazionali. Molti torneranno tardi, stanchi, da non escludere possibili infortuni, e senza una guida tecnica già definita sarà difficile integrarli rapidamente nel nuovo progetto.
Il Milan vive un limbo che non può durare troppo a lungo. La stagione 2026/27 inizierà ufficialmente tra non troppe settimane, e il club deve ancora nominare un nuovo allenatore, ricostruire l’intera area sportiva, stabilire la data del ritiro e definire il mercato in entrata e uscita, ad oggi completamente bloccato. Il rischio è evidentemente quello arrivare tardi, molto tardi, rispetto alle concorrenti.
Il club rossonero è un gigante che oggi cammina nel buio, ma resta un gigante. La proprietà ha promesso una riorganizzazione profonda e una struttura più solida per tornare stabilmente nella parte alta della classifica.Il tempo, però, stringe, la stagione incombe e i tifosi vogliono risposte.