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Milan, Glasner rifiuta il Feyenoord! Cardinale attende Rangnick

Milan, Glasner rifiuta il Feyenoord! Cardinale attende Rangnick

Il Milan sta vivendo una fase di profonda riorganizzazione e per questo motivo, Gerry Cardinale, sta lavorando alla ricostruzione dell’intera area tecnica del club prima di prendere decisioni definitive sulla panchina.

Milan

Il nome in pole position per diventare il nuovo allenatore rossonero è quello di Oliver Glasner. L’attuale tecnico del Crystal Palace avrebbe già manifestato il proprio interesse per il progetto Milan e, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, negli ultimi giorni il Feyenoord si sarebbe fatto avanti con insistenza. Glasner avrebbe scelto di attendere una risposta dai dirigenti rossoneri, considerandoli la sua priorità assoluta. Nonostante ciò, il Milan non ha ancora deciso di chiudere l’accordo. La ragione è che Cardinale ritiene più importante individuare prima il nuovo direttore dell’area tecnica, figura che avrà un ruolo centrale nella definizione del progetto sportivo e nelle future scelte di mercato.

Anche per questa posizione esiste un candidato favorito: Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico della nazionale austriaca. Rangnick e Glasner si conoscono molto bene perché hanno condiviso l’esperienza nel sistema calcistico della Red Bull, al Salisburgo. L’idea di affidare al Milan la coppia Rangnick-Glasner viene considerata molto interessante all’interno del club. Tuttavia, prima di procedere, la società vuole valutare tutte le alternative disponibili. Per questo motivo nelle ultime settimane si sono susseguiti incontri e colloqui con diversi candidati.

La principale alternativa a Rangnick è Ramon Planes, dirigente con una lunga esperienza internazionale maturata all’RCD Espanyol, al Tottenham Hotspur FC e al FC Barcelona. Recentemente ha lasciato un ruolo operativo nell’Al-Ittihad Club, rimanendo soltanto come consulente. Un suo eventuale arrivo potrebbe modificare anche la scelta dell’allenatore: infatti Planes è legato professionalmente a Mauricio Pochettino, che contribuì a lanciare molti anni fa e che oggi guida la nazionale degli Stati Uniti. In questo scenario, la candidatura di Pochettino acquisterebbe maggiore forza. Ci sono state molte chiamate tra le parti e non è un segreto che l’ex Psg e Tottenham molto probabilmente, alla fine dei Mondiali, lascerà la guida della nazionale statunitense. Nemmeno è un segreto che lui voglia tornare ad allenare un grande club, tanto che ha già dato la propria disponibilità ai rossoneri.

Il Milan non vuole ragionare esclusivamente per “pacchetti” già definiti. Anche se Rangnick e Glasner rappresentano una coppia naturale, la scelta dell’allenatore e quella del direttore tecnico saranno prese congiuntamente. Lo stesso Glasner gode di stima anche da parte di Planes, mentre Rangnick appare più rigido nelle sue convinzioni e nella sua filosofia calcistica. Durante l’ultimo incontro con la dirigenza rossonera, avvenuto circa una settimana fa, Rangnick avrebbe ribadito di essere disposto ad accettare la sfida Milan soltanto a determinate condizioni. L’Austria vuole rinnovarlo e la situazione non è affatto semplice per ora.

Più che sui singoli nomi, il dirigente tedesco ha insistito sulla necessità di avere un’influenza concreta sull’organizzazione del club, sulla metodologia di lavoro e sulla cultura sportiva della società. In sostanza, sarebbe pronto a contribuire alla ricostruzione del Milan, ma solo se gli verrà garantita una significativa autonomia decisionale. Secondo i piani della società, una risposta definitiva a Rangnick dovrebbe arrivare entro circa quindici giorni. Nel frattempo, il tecnico tedesco resta impegnato con la nazionale austriaca, che a metà giugno farà il proprio esordio al Mondiale. Parallelamente, il Milan continua a lavorare anche su altri fronti. Negli Stati Uniti è arrivato Zlatan Ibrahimović, figura molto vicina a Cardinale e sempre più coinvolta nelle discussioni strategiche sul futuro del club, pur senza ricoprire formalmente un ruolo dirigenziale.

La rivoluzione rossonera non riguarda soltanto la guida tecnica. Il club è infatti alla ricerca anche di un nuovo amministratore delegato e di un direttore sportivo. Per quest’ultimo incarico sono stati valutati diversi profili provenienti soprattutto dalla Germania, tra cui Devin Ozek, Johannes Spors e Marcel Schäfer. La sensazione generale è che il Milan stia orientandosi verso un modello di gestione ispirato alla scuola tedesca, con una struttura organizzativa moderna e fortemente integrata. Prima di annunciare il nuovo allenatore, però, la società vuole definire con precisione l’intera catena di comando che dovrà guidare la rinascita del club nei prossimi anni.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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