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Oltre il calcio c’è di più: Fabio Macellari

Oltre il calcio c’è di più: Fabio Macellari

Per la rubrica Oltre il calcio c’è di più oggi parliamo di Fabio Macellari, difensore classe 1974 che dopo la fine della carriera ha vissuto diverse peripezie.

Nel calcio italiano di fine anni Novanta, Fabio Macellari era uno di quei giocatori che non potevi fare a meno di notare: terzino sinistro di spinta, corsa potente, buon piede e personalità spigolosa. Un calciatore apparentemente destinato a una carriera stabile ad alto livello. Invece, la sua parabola è diventata una delle storie più controverse e discusse del nostro calcio.

Gli inizi promettenti di Fabio Macellari

Cresciuto calcisticamente tra i professionisti negli anni Novanta, Fabio Macellari si mette in mostra soprattutto con l’Empoli, dove diventa uno dei protagonisti della storica stagione in Serie A del club toscano. Presto, però, arriva a bussare alla sua porta un grande club.

Il salto arriva, infatti, con il trasferimento allInter, in una fase in cui il club nerazzurro è alla ricerca di solidità e alternative sulle corsie laterali. Per Macellari è l’occasione della vita: vestire una maglia pesante, in uno spogliatoio ricco di campioni.

L’Inter e le difficoltà

Inter

L’esperienza milanese, però, non decolla come previsto. Tra concorrenza interna, aspettative alte e un carattere non semplice da gestire, Macellari fatica a imporsi stabilmente. Le sue prestazioni non convincono del tutto e il rapporto con l’ambiente si incrina progressivamente.

A incidere non sono solo gli aspetti tecnici: negli anni successivi emergeranno problemi personali e scelte sbagliate fuori dal campo che finiranno per condizionare in modo pesante la sua carriera.

Dopo l’Inter, la traiettoria di Macellari prende una piega discendente. Vicende legate all’uso di sostanze stupefacenti e comportamenti fuori dalle righe lo portano a squalifiche e a un progressivo allontanamento dal grande calcio. La sua storia diventa un caso mediatico: passa dall’essere una promessa della fascia sinistra ad essere un simbolo di talento sprecato.

Opta per il ritiro dal calcio giocato nel 2015, pur allenando per un breve periodo una piccola squadra sarda di calcio, il Seulo 2010.

Dopo il calcio… una nuova vita

Da quel momento in poi, Fabio Macellari si sperimenta in altri ambiti, e si racconta anche in alcuni salotti televisivi: nel 2019, nel salotto di Barbara D’Urso, ha raccontato di essersi messo a fare il panettiere e il taglialegna, prendendosi cura della fattoria di famiglia.

Una scelta dovuta, legata al suo totale mutamento di stile di vita: “Quando sei giovane non ti rendi conto della fortuna che hai perché i guadagni sono tanti (…) Quando smetti di giocare e scendi di categoria poi i soldi finiscono”. Tanta esposizione mediatica, e un uomo che sembrava aver (ri)trovato la propria strada.

Recentemente, però, l’ennesima caduta: proprio una settimana fa, l’ex calciatore è stato condannato dal Tribunale di Piacenza a otto mesi di reclusione e a una multa di 1.800 euro a seguito di un procedimento nato da un’indagine antidroga condotta nel 2019 dai carabinieri di Bobbio.

L’accusa è pesante: spaccio di cocaina. Marcenari ha sempre respinto le accuse, sostenendo di aver fatto uso personale della sostanza senza cederla o venderla.

Ma troverà il modo di risollevarsi anche stavolta.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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