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Oltre il calcio c’è di più: Mathieu Flamini

Oltre il calcio c’è di più: Mathieu Flamini

Per la rubrica Oltre il calcio oggi parliamo della seconda vita di Mathieu Flamini, un ex giocatore che ha militato anche in Serie A.

L’ex calciatore di cui voglio parlarvi oggi è stato un numero 16 del Milan: alludo a Mathieu Flamini, ex centrocampista che dopo la fine della carriera da giocatore professionista si è reinventato in una veste completamente nuova.

Chi è Mathieu Flamini

Flamini, marsigliese classe 1984, è cresciuto nel settore giovanile dell’Olympique Marsiglia. Esordì in Prima Squadra nel 2003 mettendosi in evidenza come centrocampista difensivo dinamico e combattivo. Nel 2004 si trasferì all’Arsenal, dove rimase per quattro stagioni diventando un elemento importante della squadra di Arsène Wenger.

Con i Gunners raggiunse anche la finale della UEFA Champions League 2006, poi persa contro il Barcelona. Nel 2008 passò al Milan, con cui vinse lo Scudetto 2010–11. Dopo cinque anni, nel 2013 tornò all’Arsenal, rimanendovi fino al 2016. In seguito giocò per il Crystal Palace e concluse la carriera professionistica nel 2019 nelle fila del Getafe.

Oltre il calcio, un’altra carriera in un settore totalmente diverso

Il cambio di rotta di Mathieu Flamini è inizia quando era ancora calciatore. Ai tempi del Milan, era entrato in contatto con alcuni ricercatori italiani interessati alla chimica sostenibile. Da quella collaborazione con università e centri di ricerca, tra cui il Politecnico di Milano e l’Università di Pisa, prese forma un progetto per produrre su scala industriale una molecola ritenuta molto promettente: l’acido levulinico.

Nel 2008 fondò, assieme all’imprenditore Pasquale Granata, la GF Biochemicals, azienda che aveva l’obiettivo di sviluppare alternative sostenibili ai prodotti chimici derivati dal petrolio utilizzando proprio l’acido levulinico, che si ottiene da biomasse e scarti agricoli (come residui di mais o canna da zucchero) e può sostituire numerosi composti petrolchimici.

Una molecola delle meraviglie che si può impiegare in molti ambiti industriali, come la produzione di plastiche biodegradabili, di solventi e detergenti, cosmetici, fertilizzanti, e carburanti.

Successivamente, nel 2018, insieme all’ex-compagno di squadra (all’Arsenal) Mesut Özil, ha fondato anche Unity, società dedicata alla commercializzazione di prodotti cosmetici eco-sostenibili.

Non c’è che dire: una svolta avveniristica e green per il francese. Che al calcio non ha mai più fatto ritorno.

Giornalista sportivo appassionato di calcio.

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