Sebastiano Esposito, attaccante del Cagliari, ha parlato della sua esperienza in Sardegna e del rapporto con mister Pisacane.
Non sta disputando un’annata memorabile a livello realizzativo, visti i 4 gol messi a segno in 28 presenze. Chissà però che Sebastiano Esposito non si stia tenendo il meglio per questo finale di stagione, che vede il suo Cagliari appena sopra la zona retrocessione e obbligato a fare punti dopo 7 giornate di fila senza vincere. Nonostante tutto, il rapporto con l’allenatore Fabio Pisacane è sempre ottimo, così come il clima che si respira. Di questo ha parlato l’attaccante 23enne a PodCasteddu, il podcast ufficiale del club sardo.
Il gruppo squadra e il rapporto con Pisacane
La scelta di Cagliari
“Sono sempre stato uno caloroso e mi piace il rapporto con la gente, l’ambiente caldo… Tutti mi hanno parlato benissimo di Cagliari. Anche il mister, il direttore che sentivo tutti i giorni, il presidente e anche l’avvocato Romei, perché lavora con il presidente“.
Alcuni compagni ritrovati
“Con Folorunsho e Caprile siamo amici da sempre, ma ne conoscevo già tanti, con molti avevo giocato. Siamo coesi, credo nel destino, il gruppo fa la differenza e lo stiamo dimostrando nonostante tutti i problemi e gli infortuni che abbiamo. Siamo un gruppo sano difficile da trovare. Di Folorunsho si è sentita la mancanza“.
La stagione corrente
“Tutti vogliono la maglia sudata, io la sudo abbastanza perché aiuta molto la squadra. Se c’è lo spirito giusto i gol arriveranno. Secondo me la mia stagione è abbastanza positiva, con 6 gol e 6 assist tra Coppa Italia e campionato, ma i tifosi sono liberi di dire ciò che vogliono, anche se a volte si esagera“.
Il sogno nel cassetto
“Giocando nell’Inter a 17 anni avevo dei sogni diversi, poi maturando e girando molto ho cambiato. Non faccio progetti a lungo termine, preferisco guardare stagione per stagione. Ma il mio sogno è sempre vestire la maglia della Nazionale, magari insieme a mio fratello, giocare in Champions il più possibile“.
L’accoglienza all’aeroporto
“Un po’ me l’aspettavo, ho visto tanta gente ed è stato bellissimo perché mi è capitato per la prima volta. Cercavo questa cosa, mi stimola, ma anche i fischi mi stimolano perché so che i tifosi vogliono di più e quindi posso fare meglio“.
Su Pisacane
“A livello umano direi che è un rapporto bellissimo. Abbiamo un ottimo dialogo, sempre nel rispetto dei ruoli, che è fondamentale. Scherziamo spesso, lui mi prende in giro per come mi vesto. Ha sicuramente bruciato le tappe: essere già allenatore in Serie A alla sua età non è da tutti. È molto bravo, soprattutto nella gestione dei giovani. In squadra siamo quasi tutti giovani, esclusi i più esperti come Pavoletti o Deiola. Lui è molto bravo a darci serenità, poi però quando arriva la partita si trasforma, ha gli occhi della tigre, diventa una belva e questa carica che ci dà mi gasa, anche i consigli che ci dà a livello mentale. Lui è molto bravo perché ha studiato tanto come approcciarsi a noi e questo lo aiuta ad avere credibilità all’interno dello spogliatoio. A livello tecnico non è vero che mi chiede così tanto sacrificio: sono io che mi metto a disposizione e questo rende orgogliosi i compagni di squadra“.